I libri che leggiamo.

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Re: I libri che leggiamo.

Postdi Saetta il gio dic 24, 2009 10:40 am

metaxa ha scritto:Saetta...ma comprandolo, non avevi visto il numero di pagine? :D :D
Mi spiace che possa stare sotto l'albero senza nulla da leggere...
puoi rimediare con "Stirpe" di Marcello Fois...
Secondo me, è un di capolavoro...fidati a scatola chiusa! ;)

Ho paura di essere stata fraintesa, ma per colpa mia, ché non mi sono ben spiegata :(
In realtà, il libro si è fatto divorare in poco tempo... :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Ci farò un pensierino sul libro di Fois. Sotto l' albero dovrò pur mettere qualcosa :D ;)
S'homine bonu faeddat in cara
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Re: I libri che leggiamo.

Postdi maragda del mar il lun giu 28, 2010 10:02 am

Consiglio per un libro imperdibile,da portare assolutamente soto l'ombrellone 8-) :)

Ho letto L'Apprendista di Venezia,di Elle Newmark,edizioni TEA.
Sono rimasta catturata ed affascinata,non solo dall'ambientazione(la Venezia di fine Quattrocento,fra lusso e corruzione)ma soprattutto dai due personaggi principali: l'orfanello che vive di stenti fra i mercanti ricchissimi e le bancarelle cariche di mersi provenienti da tutto il mondo,ed il grande cuoco del Doge.
Dall'incontro fortuito fra i due nascerà un'amicizia che è anche l'avvio del ragazzino verso i misteri ed i poteri dell'arte culinaria,ma anche l'iniziazione a qulcosa di più profondo e misterioso.
Avvincente fino all'ultima pagina,ti avvolge con colori sapori profumi...bellissimo! :D


Ecco la presentazione ufficiale ;)
Venezia, Anno Domini 1498: un giovane ladruncolo ruba una melagrana al mercato di Rialto. Amato Ferrero, lo chef del doge, lo coglie in fallo ed è conquistato dall’eleganza del gesto: il furto di una melagrana, non di «pane muffito con cui riempirsi la bocca senza pensare». Per questo, invece di denunciarlo, decide di prenderlo con sé come apprendista.
È l’inizio di una nuova e sorprendente vita per Luciano, che entra dalla porta di servizio nel mondo sfarzoso e spietato dell’oligarchia veneziana.
La città è in subbuglio per via di un libro misterioso e potente, che tutti cercano anche se nessuno sa che cosa contenga. Lo vuole con disperazione il doge, per avere la formula dell’immortalità e guarire dal mal francese. Lo ricerca il papa, Alessandro VI, per accrescere il suo già smisurato potere sotto il manto della lotta all’eresia.
Intanto, mentre alla tavola del doge si alternano potenti, dotti e maneggioni, nelle cucine della Serenissima Luciano viene a poco a poco pervaso dalla straordinaria filosofia dei sapori che anima il suo maestro.
Perché Amato Ferrero non è soltanto un bravissimo chef: nasconde un sapere vasto e segreto, forse anche proibito e pericoloso, da difendere e tramandare a tutti i costi.
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Re: I libri che leggiamo.

Postdi metaxa il dom set 05, 2010 8:40 pm

metaxa ha scritto:Ho letto il romanzo di Michela Murgia: “Accabadora”.
La storia avviene negli anni Cinquanta, in un ambiente sardo, frutto della mente della scrittrice, ma che acquista realtà e piacevolissimo da scoprire.
Una delle protagoniste della storia è una bambina, Maria, ultima figlia di una vedova… “povera” in tutti i sensi.
Maria, a sei anni, diventa fill’e anima (figlia d’anima) dell’anziana Bonaria Urrai.
(“Figlia d’anima” significa figlia acquisita, un’usanza che nel passato permetteva alle famiglie numerose di affidare, con un’ adozione sulla parola, una figlia a chi non poteva generarne. La “figlia d’anima”, diventava erede, ma in cambio doveva prendersi cura dei bisogni dei genitori adottivi durante la vecchiaia).
L’anziana donna a cui viene affidata la bambina, è un’ottima sarta e Maria da lei imparerà l’arte del cucito.
Maria vive bene la nuova situazione…Col tempo però, alcuni episodi la porteranno a riflettere e resterà sconvolta nello scoprire che oltre a far la sarta, Bonaria Urrai svolge l’attività di colei che aiuta gli agonizzanti, donando loro una morte pietosa: l’Accabadora!
Nella storia si intrecciano, raccontate con maestria dall’autrice, le vicende di altri personaggi ormai lontani dal nostro tempo, ma utilissime a comunicare il significato del romanzo…
Buona lettura a tutti
lek5 lek5


Auguri a Michela Murgia che a Venezia ha vinto il prestigioso premio Campiello, proprio con “Accabadora”. La scrittrice ha dedicato il premio a Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione.
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